Samedi 10 octobre 2009
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12:00
A fine luglio ho trascorso una settimana di ferie molto piacevole in quel di Folgaria.
Su quest'altipiano, come su quelli vicini di Lavarone e di Luserna, non ci sono montagne simili a quelle cui siamo abituati ad incontrare durante i nostri viaggi e gite. Sono monti meno alti, meno aspri, meno impervi , tuttavia non meno interessanti dal punto di vista del trekking e soprattutto se si visitano pensando alla storia , offrono degli spunti veramente interessanti.
Infatti tutti questi luoghi durante la prima guerra mondiale hanno visto contrapposti i due fronti , quello italiano, e quello austro-ungarico, e sono stati testimoni di battaglie tremende, di lunghi inverni passati in trincea o in forti di avvistamento posizionati nei punti più impensabili...........e di queste vestigia se ne incontrano ad ogni passo ed infatti ne abbiamo incontrate praticamente in ognuna delle gite effettuate.
Ma veniamo con ordine a vedere le gite.
I.a gita : il PALON del Monte Bondone, montagna subito sopra Trento che la domina e che è anche luogo sciistico , con delle piste che viste in estate sembrano essere discrete, simpatiche e piacevoli per sgranchirsi un sabato pomeriggio.....; la gita in se stessa non è particolarmente difficile, un pelino faticosa perchè il sentiero non esiste più e si sale lungo una pista sciistica, ed è soprattutto un voler sgranchire le gambe e raggiungere un magnifico punto panoramico ,trascorrendo piacevolmente qualche ora
La giornata è bella, il sole caldo, il
panorama merita la gita, le persone incontrate sono poche e anche il panorama visto in discesa, dalla parte che dà verso il Brenta è decisamente ragguardevole.
Leggo che ci sono anche qui vestigia
della grande guerra, ma noi non le raggiungiamo durante questa gita.
II.a gita : MONTE MAGGIO sopra Folgaria : qui si raggiunge una vetta, dopo un lunghissimo percorso (poco dislivello ma tanti km percorsi) dominata da una grande croce di ferro......tutt'intorno trincee e postazioni
e le strade stesse, di salita e di discesa, sono strade militari della Grande Guerra;
la giornata non è splendida, umidiccia e con parecchie nubi basse, ma la gita è piacevole e , soprattutto all'inizio, si
attraversano dei boschi molto belli, pieni di fiori e di canti di uccelli.......penso (e mio fratello me lo confermerà visto che lui li frequenta) che siano boschi ricchi di funghi in
stagione....
Al ritorno percorriamo strade diverse rispetto a quelle dell'andata e che ci portano ad ammirare panorami di lungo respiro differenti rispetto a quelli visti la mattina (è incredibile come in montagna, percorrendo solo pochi km, alle volte solo due o tre, si cambi immediatamente prospettiva, punto di vista, panorama....)
III gita : PIZZO DI LEVICO : è stata in assoluto la miglior giornata, dal punto di vista metereologico, che abbiamo avuto durante tutta la settimana. Incominciata con una pioggia mattutina anche abbastanza insistente, che sembrava non volerci lasciar uscire di casa, improvvisamente uno squarcio di azzurro si è aperto e tutta la giornata è rimasta incredibilmente limpida e calda .
Il pizzo di Levico si raggiunge da passo Vezzena , un luogo delizioso per chi ama far pic-nic..........prati verdi, ambiente bucolico,
boschi incredibili con alberi dalle forme strane e con i funghi delle favole;
un forte austriaco diroccato che incombe sul luogo.
IL sentiero si stacca da una strada asfaltata (!!!) non percorribile da chi non ha i permessi e dopo un bel po' di zig-zag e di fatica ovviamente, porta sulla vetta.
Alto-là : incredibile ma quella non era la vetta anche se sormontata dall'immancabile croce di ferro, bensì la sommità di quello che resta di un forte austriaco di avvistamento, che era stato costruito proprio in cima al pizzo di Levico.
La facciata resiste (anche perchè puntellata) ed è ben visibile dal lago, dietro sono solo detriti ormai confusi con erba,terriccio e fiori....; ma il panorama sui laghi di Levico e di Caldonazzo è incomparabile perchè sono proprio a picco sotto di noi, come è incredibile riuscire a distinguere in distanza le Pale di San Martino da una parte e il più vicino Brenta dall'altra.
IV gita : IL SENTIERO DELLE GALLERIE AL PASUBIO : si parte la mattina vestiti a strati; la giornata è calda ma si sa già che nelle gallerie potrebbe esserci freschetto; facendo un giro lungo , a causa della chiusura di una strada che ci impedisce l'accesso ad un passo e che quindi ci obbliga a scendere in fondo valle per poi risalire (fortunamente in auto!!!), si arriva finalmente al punto di partenza poco sotto Pian delle Fugazze.
So già che si tratta di un dislivello più impegnativo rispetto alle precedenti gite (circa 800 mt), ma mi attira molto la curiosità di affrontare questo sentiero che altro non è che quanto resta di una strada "logistica" che gli italiani hanno costruito in un tempo brevissimo per servire il fronte sul Pasubio.
E' incredibile il lavoro di ingegneria realizzato in tempi in cui non c'erano le moderne tecnologie; pensate che la galleria più lunga (320 mt) si snoda in un percorso elicoidale in salita , all'interno di un torrione roccioso, ed è stata aperta incominciando da 10 diversi fori di entrata che sono rimasti a far da "finestra" alla galleria stessa. Fortunatamente (grazie a mio marito che già sapeva come sarebbe stato il percorso) avevamo una torcia al seguito; impossibile altrimenti camminare all'interno di parecchie gallerie, completamente buie.
Ogni tot di percorso trovavamo dei cartelli che ci davano le indicazioni sulle gallerie che avremmo trovato : nome della galleria, lunghezza ,particolarità.
In definitiva le soste per leggere i cartelli, quelle per le fotografie, e la pendenza costante della strada hanno reso la gita molto meno faticosa di quanto pensassi : in un attimo siamo arrivati alla sua fine ( in qualche fotografia potrete notare segnato in rosso , il percorso che si vede di tanto in tanto sia verso il basso che verso l'alto)
e dopo aver ammirato la vastità del Pasubio, tutto percorso da strade bianche (militari dell'epoca),siamo ridiscesi per un'altra strada militare (strada degli scarrubi).
La gita non poteva ,dopo una sosta al pian delle Fugazze per ammirare il Pasubio da un altro versante
, che terminare con una visita al sacrario del
Pasubio con un momento di raccoglimento per chi in passato ha donato la sua vita per questa tanto vituperata ,insultata e disprezzata dai suoi stessi cittadini, Italia
V gita : ed ecco una gita di tutto riposo effettuata solo in automobile....partiti da Folgaria, scesi a Caldonazzo discesi verso valle fino ad incontrare la strada che porta verso la Val Sugana e di qui percorrendo una piccola strada tutta tornati e decisamente ripida siamo arrivati a Passo Manghen che scopro essere un passo molto importante per i ciclisti (infatti poche ore dopo ci transiterà una tappa del giro delle DOlomiti), e sicuramente molto duro, visto che anche in auto non siamo riusciti ad ingranare oltre la seconda!!!!!
Al passo l'aria è frizzante, il panorama è delizioso , da una parte verso la strada fin lì salita fino ai prati sottostanti, dall'altra ,con paesaggi più morbidi, verso i boschi di abeti rossi della val di Fiemme; c'è un laghetto ed un rifugio-ristorante dove il proprietario si diletta in inverno a scolpire il legno..........ed infatti in giro ci sono tantissime sue sculture...
Di lì, scesi verso la val di Fiemme ci siamo diretti verso il Passo Rolle dove abbiamo ammirato panorami magnifici gustandoci un piatto di canederli allo speck "strepitosi"!!!;
Dopo questo intermezzo saporito/contemplativo siamo
scesi verso San Martino di Castrozza e sucessivamente abbiamo effettuato una piccola deviazione "alla memora" in Val Canali dove eravamo stati in campeggio nel
loooooooooooooooooooooooooontano 1977.
DI lì infine abbiamo preso la via del ritorno passando per il Passo del Brocon sorprendende per la bellezza dei campi e dei vasti orizzonti ; anche qui ciclisti e motociclisti la fanno da padroni e si vede che si tratta di posti molto conosciuti dai ciclisti perchè si trovano piantine dettagliate con tutti i percorsi da affrontare, con le varie difficoltà, tempi di percorrenza e posti di ristoro....
Scesi a valle abbiamo chiuso il nostro cerchio arrivando in Val Sugana e ripercorrendo la strada transitata la mattina
siamo rientrati a Folgaria.
VI gita : LA MARZOLA . Si tratta di un monte subito sopra Trento dalla parte opposta rispetto al Bondone; si raggiunge da passo Cimirlo un rifugio (chiamarlo così è riduttivo, sembra un grande albergo cammuffato da rifugio.........) raggiungibile anche con i mezzi pubblici : c'è un autubus che da valle arriva fin lì ogni ora ,segno che è posto molto frequentato.
Di lì si prende il sentiero, e attraversando boschi molto belli dove ogni tanto si trovano giganteschi alberi schiantati da un inverno duro, si trovano resti di piccoli forti austriaci e si riesce anche a scoprire un percorso archeologico che ci porta a trovare quel che rimane di una "calcara" (dove si fabbricava la calce in antichità)....
Poco sotto la vetta c'è un piccolo bivacco , abitato da un personaggio quasi surreale, un pastore che si stava cucinando una zuppa con "spinaci selvatici".
Anche questa vetta è disseminata da resti della grande guerra: qualche trincea, postazioni diroccate..... e nella nebbia di questa giornata uggiosa si può riconoscere proprio di fronte a noi, il Pizzo di Levico (cerchietto giallo e freccia nella fotografia).
Scendendo siamo stati accompagnati dal mormorio della pioggia battente sulle foglie e tra gli alberi che però non ci ha quasi nemmeno bagnati, tanto fitto era il bosco.
E con questa gita si è chiusa la settimana sul filo della memoria.
A margine però di queste gite non si può tralasciare , sempre sul filo della memoria, la nostra visita al forte di Lavarone , imponente forte austriaco, quasi completamente interrato dalla parte dominante la valle, e sede di un museo
nonchè la visita alla "Maria Dolens" , la campana sopra Rovereto che con i suoi 100 rintocchi tutte le sere al tramonto ricorda agli uomini di tutta la terra quanto inutile e dolorosa possa essere una guerra.....
Se vi capita, andateci, è un luogo doloroso ma solenne, e la sua storia dovrebbe essere raccontata in ogni scuola di ogni ordine e grado e ripetuta...........ripetuta...........ripetuta............
Altri luoghi sono stati visti durante questa settimana, altri monumenti sono stati visitati.....ma ve ne parlerò in momenti in cui potremo dedicarci al turismo virtuale, magari sorseggiando un buon tè......
Su quest'altipiano, come su quelli vicini di Lavarone e di Luserna, non ci sono montagne simili a quelle cui siamo abituati ad incontrare durante i nostri viaggi e gite. Sono monti meno alti, meno aspri, meno impervi , tuttavia non meno interessanti dal punto di vista del trekking e soprattutto se si visitano pensando alla storia , offrono degli spunti veramente interessanti.
Infatti tutti questi luoghi durante la prima guerra mondiale hanno visto contrapposti i due fronti , quello italiano, e quello austro-ungarico, e sono stati testimoni di battaglie tremende, di lunghi inverni passati in trincea o in forti di avvistamento posizionati nei punti più impensabili...........e di queste vestigia se ne incontrano ad ogni passo ed infatti ne abbiamo incontrate praticamente in ognuna delle gite effettuate.
Ma veniamo con ordine a vedere le gite.
I.a gita : il PALON del Monte Bondone, montagna subito sopra Trento che la domina e che è anche luogo sciistico , con delle piste che viste in estate sembrano essere discrete, simpatiche e piacevoli per sgranchirsi un sabato pomeriggio.....; la gita in se stessa non è particolarmente difficile, un pelino faticosa perchè il sentiero non esiste più e si sale lungo una pista sciistica, ed è soprattutto un voler sgranchire le gambe e raggiungere un magnifico punto panoramico ,trascorrendo piacevolmente qualche ora
La giornata è bella, il sole caldo, il
panorama merita la gita, le persone incontrate sono poche e anche il panorama visto in discesa, dalla parte che dà verso il Brenta è decisamente ragguardevole.
Leggo che ci sono anche qui vestigia
della grande guerra, ma noi non le raggiungiamo durante questa gita.II.a gita : MONTE MAGGIO sopra Folgaria : qui si raggiunge una vetta, dopo un lunghissimo percorso (poco dislivello ma tanti km percorsi) dominata da una grande croce di ferro......tutt'intorno trincee e postazioni
e le strade stesse, di salita e di discesa, sono strade militari della Grande Guerra;
la giornata non è splendida, umidiccia e con parecchie nubi basse, ma la gita è piacevole e , soprattutto all'inizio, si
attraversano dei boschi molto belli, pieni di fiori e di canti di uccelli.......penso (e mio fratello me lo confermerà visto che lui li frequenta) che siano boschi ricchi di funghi in
stagione....
Al ritorno percorriamo strade diverse rispetto a quelle dell'andata e che ci portano ad ammirare panorami di lungo respiro differenti rispetto a quelli visti la mattina (è incredibile come in montagna, percorrendo solo pochi km, alle volte solo due o tre, si cambi immediatamente prospettiva, punto di vista, panorama....)
III gita : PIZZO DI LEVICO : è stata in assoluto la miglior giornata, dal punto di vista metereologico, che abbiamo avuto durante tutta la settimana. Incominciata con una pioggia mattutina anche abbastanza insistente, che sembrava non volerci lasciar uscire di casa, improvvisamente uno squarcio di azzurro si è aperto e tutta la giornata è rimasta incredibilmente limpida e calda .
Il pizzo di Levico si raggiunge da passo Vezzena , un luogo delizioso per chi ama far pic-nic..........prati verdi, ambiente bucolico,
boschi incredibili con alberi dalle forme strane e con i funghi delle favole;
un forte austriaco diroccato che incombe sul luogo.IL sentiero si stacca da una strada asfaltata (!!!) non percorribile da chi non ha i permessi e dopo un bel po' di zig-zag e di fatica ovviamente, porta sulla vetta.
Alto-là : incredibile ma quella non era la vetta anche se sormontata dall'immancabile croce di ferro, bensì la sommità di quello che resta di un forte austriaco di avvistamento, che era stato costruito proprio in cima al pizzo di Levico.
La facciata resiste (anche perchè puntellata) ed è ben visibile dal lago, dietro sono solo detriti ormai confusi con erba,terriccio e fiori....; ma il panorama sui laghi di Levico e di Caldonazzo è incomparabile perchè sono proprio a picco sotto di noi, come è incredibile riuscire a distinguere in distanza le Pale di San Martino da una parte e il più vicino Brenta dall'altra.
IV gita : IL SENTIERO DELLE GALLERIE AL PASUBIO : si parte la mattina vestiti a strati; la giornata è calda ma si sa già che nelle gallerie potrebbe esserci freschetto; facendo un giro lungo , a causa della chiusura di una strada che ci impedisce l'accesso ad un passo e che quindi ci obbliga a scendere in fondo valle per poi risalire (fortunamente in auto!!!), si arriva finalmente al punto di partenza poco sotto Pian delle Fugazze.
So già che si tratta di un dislivello più impegnativo rispetto alle precedenti gite (circa 800 mt), ma mi attira molto la curiosità di affrontare questo sentiero che altro non è che quanto resta di una strada "logistica" che gli italiani hanno costruito in un tempo brevissimo per servire il fronte sul Pasubio.
E' incredibile il lavoro di ingegneria realizzato in tempi in cui non c'erano le moderne tecnologie; pensate che la galleria più lunga (320 mt) si snoda in un percorso elicoidale in salita , all'interno di un torrione roccioso, ed è stata aperta incominciando da 10 diversi fori di entrata che sono rimasti a far da "finestra" alla galleria stessa. Fortunatamente (grazie a mio marito che già sapeva come sarebbe stato il percorso) avevamo una torcia al seguito; impossibile altrimenti camminare all'interno di parecchie gallerie, completamente buie.
Ogni tot di percorso trovavamo dei cartelli che ci davano le indicazioni sulle gallerie che avremmo trovato : nome della galleria, lunghezza ,particolarità.
In definitiva le soste per leggere i cartelli, quelle per le fotografie, e la pendenza costante della strada hanno reso la gita molto meno faticosa di quanto pensassi : in un attimo siamo arrivati alla sua fine ( in qualche fotografia potrete notare segnato in rosso , il percorso che si vede di tanto in tanto sia verso il basso che verso l'alto)
e dopo aver ammirato la vastità del Pasubio, tutto percorso da strade bianche (militari dell'epoca),siamo ridiscesi per un'altra strada militare (strada degli scarrubi).
La gita non poteva ,dopo una sosta al pian delle Fugazze per ammirare il Pasubio da un altro versante
, che terminare con una visita al sacrario del
Pasubio con un momento di raccoglimento per chi in passato ha donato la sua vita per questa tanto vituperata ,insultata e disprezzata dai suoi stessi cittadini, Italia
V gita : ed ecco una gita di tutto riposo effettuata solo in automobile....partiti da Folgaria, scesi a Caldonazzo discesi verso valle fino ad incontrare la strada che porta verso la Val Sugana e di qui percorrendo una piccola strada tutta tornati e decisamente ripida siamo arrivati a Passo Manghen che scopro essere un passo molto importante per i ciclisti (infatti poche ore dopo ci transiterà una tappa del giro delle DOlomiti), e sicuramente molto duro, visto che anche in auto non siamo riusciti ad ingranare oltre la seconda!!!!!
Al passo l'aria è frizzante, il panorama è delizioso , da una parte verso la strada fin lì salita fino ai prati sottostanti, dall'altra ,con paesaggi più morbidi, verso i boschi di abeti rossi della val di Fiemme; c'è un laghetto ed un rifugio-ristorante dove il proprietario si diletta in inverno a scolpire il legno..........ed infatti in giro ci sono tantissime sue sculture...
Di lì, scesi verso la val di Fiemme ci siamo diretti verso il Passo Rolle dove abbiamo ammirato panorami magnifici gustandoci un piatto di canederli allo speck "strepitosi"!!!;
Dopo questo intermezzo saporito/contemplativo siamo
scesi verso San Martino di Castrozza e sucessivamente abbiamo effettuato una piccola deviazione "alla memora" in Val Canali dove eravamo stati in campeggio nel
loooooooooooooooooooooooooontano 1977.
DI lì infine abbiamo preso la via del ritorno passando per il Passo del Brocon sorprendende per la bellezza dei campi e dei vasti orizzonti ; anche qui ciclisti e motociclisti la fanno da padroni e si vede che si tratta di posti molto conosciuti dai ciclisti perchè si trovano piantine dettagliate con tutti i percorsi da affrontare, con le varie difficoltà, tempi di percorrenza e posti di ristoro....
Scesi a valle abbiamo chiuso il nostro cerchio arrivando in Val Sugana e ripercorrendo la strada transitata la mattina
siamo rientrati a Folgaria.VI gita : LA MARZOLA . Si tratta di un monte subito sopra Trento dalla parte opposta rispetto al Bondone; si raggiunge da passo Cimirlo un rifugio (chiamarlo così è riduttivo, sembra un grande albergo cammuffato da rifugio.........) raggiungibile anche con i mezzi pubblici : c'è un autubus che da valle arriva fin lì ogni ora ,segno che è posto molto frequentato.
Di lì si prende il sentiero, e attraversando boschi molto belli dove ogni tanto si trovano giganteschi alberi schiantati da un inverno duro, si trovano resti di piccoli forti austriaci e si riesce anche a scoprire un percorso archeologico che ci porta a trovare quel che rimane di una "calcara" (dove si fabbricava la calce in antichità)....
Poco sotto la vetta c'è un piccolo bivacco , abitato da un personaggio quasi surreale, un pastore che si stava cucinando una zuppa con "spinaci selvatici".
Anche questa vetta è disseminata da resti della grande guerra: qualche trincea, postazioni diroccate..... e nella nebbia di questa giornata uggiosa si può riconoscere proprio di fronte a noi, il Pizzo di Levico (cerchietto giallo e freccia nella fotografia).
Scendendo siamo stati accompagnati dal mormorio della pioggia battente sulle foglie e tra gli alberi che però non ci ha quasi nemmeno bagnati, tanto fitto era il bosco.
E con questa gita si è chiusa la settimana sul filo della memoria.
A margine però di queste gite non si può tralasciare , sempre sul filo della memoria, la nostra visita al forte di Lavarone , imponente forte austriaco, quasi completamente interrato dalla parte dominante la valle, e sede di un museo
nonchè la visita alla "Maria Dolens" , la campana sopra Rovereto che con i suoi 100 rintocchi tutte le sere al tramonto ricorda agli uomini di tutta la terra quanto inutile e dolorosa possa essere una guerra.....
Se vi capita, andateci, è un luogo doloroso ma solenne, e la sua storia dovrebbe essere raccontata in ogni scuola di ogni ordine e grado e ripetuta...........ripetuta...........ripetuta............
Altri luoghi sono stati visti durante questa settimana, altri monumenti sono stati visitati.....ma ve ne parlerò in momenti in cui potremo dedicarci al turismo virtuale, magari sorseggiando un buon tè......
Par pat54
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Publié dans : viaggi e gite
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ci aspetta un'aria che
chiamare frizzante vuol essere un diminutivo, tant'è che poco dopo mi convinco a mettermi per prima cosa le calze, e subito dopo il pile
mangiato velocemente un panino, la mia metà
decide di scendere immediatamente perchè teme che se iniziasse a piovere il sentiero, a dir la verità piuttosto ripido, potrebbe rivelarsi pericoloso.
finchè
si chiude il giro ad anello (siamo saliti da un sentiero e scesi da un altro) arrivando in Alpe Devero dove le baite raggruppate in piccoli nuclei ci accolgono insieme al rumoreggiare dei torrenti
gonfi per il disgelo.